martedì 16 dicembre 2014

16.12.2014 il seme che certo possiamo credere 6.01.2015

 Mi sembra una pazzia scrivere l’idea stessa di questa segnalazione d’immagine alla befana che non c’è festa se l’uomo non fa niente. Abitatevi in voi! Segnatevelo in cuore al mondo in “Sola Voce” e conversate con l’ETNAGIGANTE palindroma polemica bella accomunati assolutamente da malati immaginari di questo nuovo anno. Torna con la tua immaginazione nel mondo TELESTE; parte di quel ponte che nasce dal presepe e proponi la vita - per il mondo di chi ha vissuto. E vive tuttora con il successo immaginato da chi come voi dimenticati già c’è stato prima di scendere in questo largo spazio di generazioni in simile. Arriva l’epoca dell’animazione e con ammirazione portiamo a tutti quelli che vogliono vincere i poeti emozioni e così via all’idiomatismo proprio che ci riporterà da niente, di fatto, al nulla di quel mondo in “Sola Voce”. È una storia molto particolare da scrivere e pubblicare costruendo con la poesia il cuore del mistero. Ci razziamo così con la parola strampalata il concetto intelligente col cervello di gallina che torna sempre a casa così, si fa … con dinamismo sparire come la morte del chicco portando l’idea di questo nuovo frutto filosofico. E come persona sorprende volare per immaginazione umana diventando uccello che ci porterà alla luce nuova che parteciperanno le stelle come madre di questa nuova vita destata dalla morte dell’anno 2014 a passare al 2015 vera vita di questa befana diretta dalle parole di condizionati barbagianni mostrando lo strampalato associato ma con l’intelletto attento da raffinare il tempo di questo nuovo mondo in “Sola Voce”. Ora come canta il canzoniere, la notte se ne scende e l’alienista si racconta per essere già stato sul vicino ponte che porta tramite lo spirito intelligente dal padre o dalla befana a voi la scelta considerando di parte questa mia lettura utilizzando il senso blasfemo lungo e incomprensibile per chi si vuole avventurare a scrivere di un mondo in “Sola Voce”. Non si può immaginare se non conosci come me il Dottore particolarmente bravo da capire la psichiatria e condizione della mente estrosa e sicura da sbalordire pure lo specialista della malattia di mente come questo scenario concetto fondamentale di questa befana che ancora commuove grandi e piccini. E con questa costruzione animo gli spiriti verso questo corpo psicologico e che sbalordisce in tratti meravigliosi compresi dall’umano dottore. Che ancora mi cura la vita e parola compresa a questo dinamismo e memoria di principi religiosi molto vicino alla politica che uccide e salva l’intera verità. Che codazzo-no con la via del nulla che porta alla strada principale ascritto con niente e mistero di fatto c’è considerazione. Su chi ha sviluppato e accompagnato con mente malata estrosa e contenta d’essere qui a scrivere di com’è arrivato a continuare la sua avventura. E chiudo solo per immaginare ancora il mendicante che prega il rifiuto di questo racconto che non ha avuto soggetto l’accoglimento di quella parte che non è la proibizione del mio per la tua parola e professionalità “alienista”.    
  C’è una ragione di più per migliorare se stessi e scrivere ancora la verità che sarà domani mantenuta dalla forza dello spirito che seguirà quella simile che c’è Dio e, la farà come questa persona scrive, ma non sa quando si lascerà andare nel tempo di quel cuore giusto e legge di polisemia parola per leggere la giustizia di Dio e dell’uomo quasi di Natale. E canta nei prossimi giorni lontano dall’amore se l’uomo non fa niente perché si avvicina la parola da qualche tempo cercato con il sentito religioso che è corpo del periodo nella sua creatività, lo spirito sta in aiuto, disposizione dell’umanità, il naturale in tutto il suo umore. Assegniamo il tema perché no!























































     Anche se non è divertente è imprescindibile no! 
Mi accusano che io non so ascoltare ebbene questo è un effetto immediato per scrivere il contraddittorio dei loro commenti vocale su di me che pure con difficoltà esprime spesso quello che sente e pensa degli altri. Ieri in una chat con un amico che a parte face book gli ho sempre detto di essere se stessi da quando si alza la mattina a fine notte e la sera prima di andare a dormire di sentirsi ricco come me che di miliardi non ha bisogno gli basta un tozzo di pane mangiato in santa pace e vedi lettura di cosa ho scritto per avermi detto che devo imparare a farlo bene. L’analisi con tutta la logica non entra neppure quando parlo come può aspettarsi che io scriva senza lo stile strampalato del mio giardino che cultura personale. Allora mentre ascoltavo cosa che loro mi negano lo strapazzar dei pensieri con tanta esagerazione. Così per far capire a lui la cosa ho scritto a modo mio quello che ho sentito la sera prima in televisione.

Un nuovo giorno si affaccerà e l’anima mi amerà. Fin qui, non t’innamorare dell’anima più bella del mondo ma di chi fa il mondo più bello. Tutto è possibile e poi queste parole vanno sempre alla moda. Vivi la magia con le tue parole, non vivere la vita degli altri per essere sregolato come lo strampalato che chiude per non farsi notare che ciò che hai letto è mio ed è originale. Buon fine anno questo ti augura l’amico e continui a credere a te stesso senza mai permettere agli altri di sminuire la tua intelligenza. Non andare in collera come hai fatto con Antonio - l’amico che sul serio ti vuole bene e ti rispetta. A me non importa quanti soldi hai solo quanto amore versi per questo mondo da migliorare e farlo più bello con il nostro impegno pieno d’umanità. E guarda quante parole da pensare, comprare senza pagare il che porta niente a chi non ha avuto nulla, ma afferma che il miracolo e qui solo se tu sai cogliere l’attimo … riprenditi la tua vita che ti è stata data per essere libera di pensare e combattere le brutture di questo mondo. E' pienamente d’accordo, non è stata una tristezza, averla fatto peccare in tutti questi miei versi che ti hanno riportato a credere in te e gli altri buoni che ti somigliano, senz’altro. E non ci sarà più collera per gli umani corpi flagellati. E a questo punto non dobbiamo più scrivere - senza sentimento del padre e del figlio. Ecco che allora vale commuovendo con la sola parola “amore” che è il verso per portare il simile agli altri. Grazie e spero di non aver nominato il nome di Dio invano. Ti voglio bene!
















Amica mia,
    A..a..a C….co, devo subito salutarti con una festosa e umile parola di ringraziamento per non perdere l’opportunità che mi dai nello scrivere a delle persone amorevoli oltre che anima con spirito intelligente. E’ piacevole scrivere con questo spirito Natalizio mi rasserena l’anima che intendo portarla appassionatamente sul bel sublime monte dei corpi celesti da condividere l’esperienza di un mondo in “Sola Voce”. Non riguarda solo “l’ETNAGIGANTE” aperto al mondo Teleste esclusivo passaggio per raggiungere tramite d’essa il coincidere con la terra e cielo paradiso campo di quest’universo Padre che si piega per i figli per portarli tutti con Lui nel calore della stella madre. E potrebbe piangere di gioia come questo suo figlio oggi è felicemente forte da non soffrire la bellezza della vita. E avremmo ovviamente la morte affianco fino al punto che non ci sarà più - giovane parola possibile se l’uomo di donna sogna di fare qualcosa: con il cuore di bambino - possibile costruzione palindroma al bustrofedico campo dell’eterna giovinezza. Che oggi si trova nel mondo Teleste, per essere trasferito dopo l’interrogazione del prediletto figlio Gesù Cristo - ponte che accompagna da sempre alla vista e vicinanza del padre eterno. Bene! Detto questo che è una cosa molto da studiare e sentire prima di ogni analisi di vita comune con Dio. Ti ricordo il perché ho scritto proprio a te che oggi mi ha dato quest’occasione che non è per niente sbagliata farlo con spirito di previsioni future.
A te …………..

    Tu sei da parte mia una persona straordinaria, molto gentile e di classe, semplice, come queste parole, che ci porta nel tempo, giusto, per dire le cose, nonostante il silenzio, che io stesso lo approvai! Per raccontare la tua vita qui con lo spirito di    A..a..a C….co difatti nella mia persona gli scrissi l’emozione utile per espressione così sbagliata che potrebbe essere la predestinata e straordinaria anima che accompagna parole come questa qua appunto perché non ha problemi se gli amici condividono post di luoghi e presepi, ma non ha piacere se condividi la sua, immagina riportandola agli amici che sicuramente conoscono e ricordano quest’anima non per niente ignota, anche se il nome non scrive, si capisce che è una donna molto classica e di spirito intelligente credetemi perché ha contatti con persone uscite da questo mondo rientrato per figura orgogliosa grazie. Ora vorrei tanto giocare sui ricordi che probabilmente la persona ... di come sopra ascritta capisce essendo così, non credo che risponderà ma a me basta che lei intende come tutte le persone che sanno raccontare amare sicuramente Dio. Importante che lei capisca e dispiace non essere in quest’altezza ma non scendo nel dispiacermi a dirti che sei umile e gentile perciò resto in alto per non lasciare mai lo spirito intelligente che è complicato per te in questo momento … chi ti ha scritto è un ignorante ma tu non dirlo a nessuno perché lo sanno che piaci molto di più così come si usa essere se stessi. E sono molto grato per la passione che Dio mi ha voluto dare per scrivere cose e pensieri strampalati tutto con l’amore voluto dal figlio. E Scrivo ai miei amici lontano a questi che mi stanno vicini non dice niente perciò inizio con il sole … mare … sapori … colori … paesaggi … calore, e chi più ne ha copia pure il simile che allora afferma di vivere la mia vita in questo mondo che ha dimenticato che il bene ti ritorna sempre, anche se oggi non porta splendore e feste ai buoni simili di questi pensieri. A volte si leggono disegni come queste scritture da perdonare per il dolce quadro - sonore sentito di una’occasione perfetta, di una festa tra amici disposti a pensare come te. E pensano davvero di apparire come le vere parole dei piccoli corpi e libri di storia che raccontano l’innocenza dell’autore simile ai figli e madre di questo cuore unico che porta salvezza a tutti quelli che hanno gratitudine e commuovono veramente non solo i piccoli ma soprattutto i grandi per l’opportunità avuta da adesso risponde che finalmente si trova sulla terra degli uomini passaggi dell’anima umanamente fragile come il cristallino somigliante all’occhio del piccolino bambino vantaggio di questa ruota libera che ricorda il passaggio onirico per condividere con tutti lo spirito di Natale. E in memoria ricorda ancora il riferimento ultimo della bella bambina che nel personaggio accarezza il leoncino. Che diventa magico invitando la famiglia meravigliosa a rimanere tale come la nascita di quest’altra vita che scrive ancora che è bella la città paese natale del salvatore con poteri di fede irraggiungibili per gli increduli che credono all’ossimoro di queste tre parole, " Amore... particolare, tristezza". Che non vuole il bambino, il grande maledicendo i governi proceduti da questi simili a dire maledetti uomini politici affermando spietati animi senza spirito intelligente da farci pensare che la paura c’è e salva la vita di questi mascalzoni che aspettano la resurrezione. E vivere nel mondo dove gli uomini sanno già volare e gli porteranno a questi simili politici pensieri di tempo che alano nel proprio cuore che raramente s’innamorano del bene che non porta oggi il simile purtroppo sempre per colpa degli umani che mantengono interessi personali e non comune alla famiglia di Dio.





Antonio ha raccolto questa storia scritta da un ignoto autore che per ricordarlo decide di pubblicare questa che suggerisce di leggere a dimostrazione che è molto bella e porta risposta alla mia osservazione presa per conoscenza tanti anni fa.         

    C’era una volta un albero bellissimo chiamato Diomede, sempre carico di mele rosse, belle, tonde e grosse e ricco di una folta chioma, della quale erano molto orgoglioso Anche i frutti stava bene perché a loro non mancava niente, aveva tutto quello che un frutto può avere: cibo in abbondanza, acqua limpida da bere, le dolci carezze del Sole, l'ombra delle foglie quando avevano troppo caldo; sembravano veramente felici.

    Un bel giorno una mela chiamata Gimagiona cominciò a guardarsi meglio attorno e le sembrò di vedere tante cose belle, diverse da se stessa e dalle sue amiche; cominciò, allora, a incuriosirsi tanto che decise di scendere dall'albero.

    L'albero, un tantino possessivo, se ne accorse e le disse: «Perché vuoi andartene? Stai cosi bene qui, non ti manca niente, non devi fare nessuno sforzo per procurarti il cibo. Perché allora vuoi andar via?»

    La mela rispose: «Sono stanca di fare questa vita monotona: mangio, bevo e non faccio nient'altro. Quello che ho qui non mi basta, voglio conoscere il mondo, voglio vedere altre cose».

    L'albero la riprese con voce solenne: «lo te lo sconsiglio, ma se tu insisti vai pure; ricordati, però, che ti succederà qualcosa che non ti farà stare mai contenta; ora sta a te scegliere».

    La mela a questo discorso esitò e passò giorni terribili: voleva andarsene ma aveva una paura terribile di quello che le poteva capitare; dubbi angosciosi la rattristavano molto e pensava fra se stessa: "Se resto qui sono insoddisfatta perché desidero conoscere il mondo, se scendo, secondo Diomede, sarò insoddisfatta ugualmente perché mi succederà qualcosa di brutto. Come devo fare? In questa situazione non ci resisto!

    Nel frattempo anche le amiche cominciavano a trovarla straha: non parlava più con loro, non era più allegra, passava ore e ore chiusa in se stessa, in silenzio, provava addirittura fastidio nel vedere le amiche.

    E intanto pensava e ripensava, pensava e ripensava, finché un bel giorno di buon mattino, prese la decisione di lasciare il caro albero e di andare alla ricerca di nuove cose. Quando tutte stavano dormendo, si diede uno spintone e patatracte!... si staccò dall'albero e cadde a terra.

    Subito si avverò la profezia del saggio Diomede: la caduta, infatti, fu così violenta da dividere la povera Gimagiona in due parti che rotolarono velocemente in due direzioni opposte.

    Gimagiona era veramente distrutta. Cercò in tutti i modi di ritrovare l'altra metà, ma nonostante i suoi sforzi non ci riuscì; decise, allora, di cominciare il suo viaggio cosi come era: con una intelligenza a metà, con una volontà a metà, con desideri sempre insoddisfatti perché a metà.

    La prima cosa che dovette affrontare nel nuovo mondo fu un forte vento freddo che la sbatteva fortemente da una parte all'altra senza pietà; ma Gimagiona era forte e seppe resistere fino alla fine.

    Poco dopo, però, il vento si fermò e lei, sebbene fosse ancora più intontita di prima, superata la prima lotta, continuò il suo viaggio soddisfatta.

    Il mondo dopo la bufera le sembrava più bello e sereno; si ricordò allora di Diomede e delle sue amiche mele: ora era veramente libera e poteva andare dove voleva, spinta da quel grande desiderio di conoscere, di sapere, di vedere, che l'accompagnava durante il cammino

    Camminava ormai da molto tempo e non trovava nient’altro che terra, tanta terra e nulla di diverso; si senti stanca, si accovacciò a terra e si addormentò.

    Era la prima volta che Gimagiona provava la ; stanchezza fisica e il beneficio del riposo. Quando si svegliò, infatti, si senti rinata, pronta a continuare il faticoso cammino; aveva dimenticato quel brutto pericolo che l'aveva resa tanto stanca e sfiduciata.

    C'era qualcosa dentro di sé, però, che le impediva di andare avanti, qualcosa che non andava, e le dava terribilmente fastidio allo stomaco. Cominciò, allora, ad odorare l'erba fresca di rugiada che calpestava: sembrava profumata e dopo aver chiesto scusa all'erba ne mangiò un poco, si accorse che aveva un buon sapore; riuscì, così, a calmare quel fastidioso mal di stomaco, pronta di nuovo a riprendere il viaggio.

    Dopo molte ore di viaggio si senti, però, bruciare tutta, era aggrinzita e screpolata, senti di nuovo il bisogno di fermarsi e sedere.

    Ad un tratto, vicino a un fiume, udì una voce che le diceva: «Bevi la mia acqua, ti sentirai meglio». Gimagiona si girò intorno e non vide nessuno, ma di nuovo la voce le ripeteva: c6ono io l'acqua, serviti pure ti farà bene!».

    Gimagiona, contenta dell'invito, cominciò a bere fino a quando si senti meglio e domandò all'acqua: «Perché non ti fermi un poco? Ho tante domande da farti, in questo momento sei l'unica a cui posso chiedere qualcosa su questo nuovo mondo». Il fiume rispose: «Non posso fermarmi perché devo continuamente portare l'acqua alle piante, ai fiori, agli animali, ma tu se vuoi parla pure perché io ti ascolto ugualmente». «Tu che cammini sempre e non ti stanchi mai -disse contenta Gimagiona- dimmi: il mondo è tutto qui? Cosa c'è di bello dall'altra parte? Vorrei tanto conoscere il mondo che mi circonda, ma mi accorgo di essere limitata, mi stanco subito, spesso mi viene fame, il vento mi scompiglia tutta e mi impedisce di camminare, il sole è così caldo che mi mette tanta sonnolenza addosso. Sono tanto scoraggiata, ma ho tanta voglia di camminare, di conoscere tutto mi sembra strano. Dimmi, da che parte devo andare?». Commosso dalle parole della povera Gimagiona, il fiume le disse: «Non preoccuparti, ti accompagno io. Mettiti distesa sul mio letto fino a quando non ti faccio cenno di scendere». «Grazie, sei molto gentile -disse Gimagiona ormai al culmine della contentezza- farò come mi hai detto».Mise velocemente un piede nell'acqua ed esclamò: «Ahi! come sei fredda! -poi mettendone un altro - Anzi no, non sei fredda sei proprio bella e morbida». Intanto si distese: «Oh, oh, oh! Smettila, mi fai il solletico, oh, oh! Com'è bello, aspetta che mi distendo: e uno, due e tre... fatto! sono pronta per la partenza.

     Si trovava cosi bene distesa sull'acqua che si ricordò del suo papà Diomede, ma non si fece prendere dalla nostalgia e continuò a parlare e a scherzare col fiume che si chiamava "Acqua fresca".Acquafresca per la strada le raccontò storie di cose belle e brutte perché Gimagiona fosse pronta ad affrontare tutte le difficoltà che nel nuovo mondo poteva incontrare.

    Gimagiona, da parte sua, gli faceva un sacco di domande e Acquafresca, rispondendo gentilmente, le ripeteva che le persone non sono tutte così chiare e limpide, che spesso la gente è furba e bugiarda e bisogna stare molto attenti.

    Per la strada Gimagiona salutava i fiori, gli uccelli, piante di ogni genere e tutti sembravano rispondere al suo saluto.

Terminato il lungo e piacevole viaggio Acquafresca, con una dolce ondata, depose sulla terraferma Gimagiona che lo ringraziò e salutò di cuore.

    Contenta e al pieno delle sue forze, Gimagiona si incamminò senza perder tempo, ma dopo pochi passi senti un forte chiacchierio, un gran parlare a voce alta. Si accostò e con sua grande meraviglia scorse tante mele tutte simili a lei: parlavano, camminavano in fretta o lentamente, vestite con "" abiti di gran classe o con vestiti miseri, ma avevano tutte un gran da fare.

    La cosa strana era che queste mele non erano intere: chi era rotta a metà, chi a tre quarti, chi a un quarto, ognuna aveva una forma diversa. Spinta, allora, dalla curiosità pensò di chiedere ad una delle mele il nome e che cosa stesse facendo; ma la mela camminava cosi velocemente che non le diede retta e prosegui imperterrita. Gimagiona, allora, rivolse le stesse domande ad un'altra mela che passava di li, ma, come l'altra, non le diede retta e la scaraventò a terra con uno spintone.

     Gimagiona turbata si sedette a terra e pensò: «Dall'albero le cose mi sembravano molto più belle, ma adesso che ci sono dentro mi sento confusa e non capisco il senso di tutto questo continuo affannarsi>>.

    Intanto le si avvicinò una mela, le porse la mano per aiutarla ad alzarsi e le chiese il suo nome. Perplessa, Gimagiona osservò bene la mela, cosi diversa dalle altre: era una mela rotta a metà come lei ed era tanto gentile. «Grazie -le disse piena di stupore Gimagiona - come ti chiami? Sembri diversa dalle altre mele». Mi chiamo Rinogiava -le rispose la mela aiutandola ad alzarsi- e sono molto sola, se vieni a casa mia ci faremo un po' di compagnia, vuoi?». «Certo -rispose Gimagiona senza esitare- ci vengo volentieri perché sono molto confusa e molto stanca».

    Per la strada Gimagiona non esitò a farle domande per acquietare la sua curiosità: «Dove vanno tutte queste mele indaffarate? Cosa fanno di cosi importante? Hanno tutte un'aria cosi triste, arrabbiata, non si curano di nessuno, non si guardano nemmeno in faccia, sembrano tutte ansiose di cercare qualcosa, un qualcosa che non trovano mai».

    <<Vedi Gimagiona -rispose dolcemente Rinogiava- devi sapere che in questo paese sono tutti insoddisfatti, c'è sempre un viavai di mele: mele che lavorano, mele che comprano, mele che rubano, ma nessuno è felice. E' come se ognuna di noi avesse dentro di sé una maledizione, un qualcosa che ci rende continuamente insoddisfatte. Tutto ciò deriva, se-condo me, dal fatto che siamo incomplete: cerchiamo la parte mancante in un'altra mela, e quando l'abbiamo trovata viviamo insieme, mettiamo tutto in comune. Ma spesso succede che l'unione delle due parti non è perfetta e allora litighiamo, la parte più i grande vuole distruggere quella più piccola che diventa doppiamente triste: primo perché si accorge di non aver trovato la sua parte mancante; e poi perché deve subire le umiliazioni dell'altra parte.

    Come vedi, cara Gimagiona, la felicità sembra proprio una cosa irraggiungibile: a volte ti sembra di averla tra le mani, ma poi subito ti sfugge e sei di nuovo triste...

    Ecco siamo arrivati a casa».

    La casa di Rinogiava era a forma di un albero piccolo come una mela. Rinogiava fece entrare Gimagiona in casa e insieme si sedettero a mangiare. Gimagiona stava veramente bene con Rinogiava e insieme, per quella giornata, si divertirono molto.

    Ma, ahimè, Gimagiona doveva continuare il suo viaggio e tristemente salutò Rinogiava, ringraziandola per la gentile ospitalità.

    La giornata era bellissima e Gimagiona, riprese le forze, cominciò a camminare. Ma uno spettacolo la turbò: più lontano tante mele stavano gesticolando, parlando ad alta voce. Gimagiona, spinta dalla curiosità, si avvicinò, ma venne travolta da una folla di mele che litigavano rabbiosamente tra di loro. Per che cosa? Nella confusione ricevette un forte colpo in testa e, priva dei sensi, cadde a terra.

    Dopo un po' si rialzò, si guardò attorno: non c'era più nessuno, tutte le mele erano sparite. Con la testa ancora dolente, decise, allora, di rimettersi in cammino, ma il viaggio non si rivelò molto piacevole: per la strada incontrava mele con un braccio solo, mele con una gamba sola, mele con la testa rotta.

    <<Questi – pensava Gimagiona – sono i risultati di una grande lotta, una lotta senza senso. Perché non cercano di ragionare e di evitare queste cose brutte?.

    Gimagiona aveva quasi paura di continuare il suo viaggio, ma la sua curiosità prese il sopravvento e riprese il viaggio. Lo spettacolo che le si prospettava davanti non era meno brutto di quello precedente: mele forti della loro pienezza che sfruttavano le piccole parti, facendole lavorare come schiave; gruppi di mele incappucciate che dopo aver rubato in un negozio correvano per non farsi acchiappare.

    Gimagiona non ne poteva più, non poteva accettare quello che stava vedendo; il disordine e la violenza avevano preso il sopravvento.

    Calata la sera, stanca di camminare, Gimagiona si sedette nel cantuccio di una strada e, meravigliata per quella inaspettata visione, vide il caro Diomede. Non appena si rese conto di non sognare, gli chiese di abbassare la sua folta chioma sulla disordinata terra e di rimettere le cose a posto. Diomede, dopo le tante insistenze di Gimagiona, chinò la sua chioma sulla terra e per il disgusto gli si rizzarono le foglie! Allora, turbato da quella visione, mandò tanta acqua sulla terra per ripulirla da cosi grande cattiveria.

    Dopo la tempesta, infatti, le mele avevano cambiato atteggiamento: erano più gentili, meno egoiste, si salutavano tra di loro con grandi sorrisi.

    Anche Gimagiona si sentiva più felice, ma un pensiero continuamente la turbava: Rinogiava con la sua simpatia e la sua gentilezza le mancava molto.

    Ogni giorno, allora, faceva lunghe passeggiate r nella speranza di rincontrarla, ma ancora non ci i riusciva: a volte, convinta di averla finalmente trovata, le correva dietro e con grande tristezza si accorgeva di aver sbagliato.

    I giorni passavano e la speranza di rincontrare Rinogiava diminuiva sempre di più: "Forse la tempesta l'avrà portata via", pensava sconsolatamente.

    Un giorno, però, cominciò a tirare un forte vento, il cielo divenne nero, le nuvole coprirono il sole e dal cielo scendevano grosse gocce d'acqua. Gimagiona, tutta bagnata, veniva sbattuta da una parte all'altra senza pietà; e infreddolita e tanto triste corse a ripararsi sotto una grossa foglia, unico rifugio che le si offriva.

    Ad un tratto sentì una voce chiamarla, una voce che conosceva bene; il cuore le batteva forte, le gambe tremavano: era proprio lei, Rinogiava, che le corse incontro e la abbracciò forte forte.


    Anche Rinogiava la cercava da tanto tempo. Adesso che si erano ritrovate non si sarebbero lasciate mai più.

    In fretta si diressero verso la casa di Rinogiava, camminando sotto la pioggia. Gimagiona provava sensazioni mai provate prima quando era sull 'albero: adesso perfino la pioggia le sembrava dolce e il vento non più gelido e cattivo, ma un velo bianco che l'avvolgeva delicatamente.

    Giunte a casa decisero di andare per qualche giorno in campagna per dimenticare le cose brutte che avevano incontrato in paese.

    La mattina dopo, come previsto, prepararono foglioline imbottite di rugiada, campanelle piene di buon miele e, montate su di una foglia, giunsero in campagna. Il paesaggio era bellissimo: uccelli che felici volavano liberi, farfalle variopinte che facevano mille disegni in cielo, fiori profumati di mille colori. Si fermarono su un prato e, mano nella mano, fecero lunghe passeggiate e, Felici di essersi ritrovate si abbracciarono forte forte, ma cosi forte che non si staccarono mai più. parlando parlando, capirono che l'una era la parte che l'altra aveva perso dopo essere caduta dall'albero, non c'erano dubbi. Infatti ambedue conservavano gli stessi ricordi di Diomede.


    Cosi Gimagiona era tornata come prima: bella, rossa tonda, ma più felice. Adesso era libera di conoscere il mondo e ne aveva proprio tanta voglia.

C’è sempre una spiegazione! Su ogni Natale vissuto dopo la propria competitività. Ed io ho ripetuto cose come questi uguali in tutta la vita una storia. Che espresse cercando tra le quali  ha trovato l’indifferenza per non vivere daccapo; e cosa voglio dire per parola “Natale” e soggetto che non cambia ritrovando il nome che regge sull’umanità e, che amorevolmente piacerà al santo di lassù amico di tutta la gente in rispetto a Dio. Non è una carognata scrivere di dialogare con il Padre Celeste con se stessi e con la sua famiglia, noi il suo popolo, la parola “a” Dio ma senza umanità porta niente alla gente che vive toccando nulla della sua ragione. La parola pur toccando il pensiero assai piccolo porta insegnamenti a chi è tornato a vivere dopo aver respirato molto tempo in paradiso con Dio e ci credo, perché scrive la vittima liberato in anticipo dalla parola. "Cosi” é stato dallo spirito del San Dio di lassù. E’ stato provato assai tanto da riscrivere la via - strada di quel mondo in “Solo Voce” ETNAGIGANTE indegno. Originalmente, anche nel Natale Teleste mondo passato dopo il mondo di San Francesco presentava e anticipava lo scritto tramite il tempo di questa nuova generazione canale di salvataggio che sta e, lo anima il parere d’uomo vissuto nella seduzione della tale spiritualità che salva e cambia il corpo naturale da oltre gli anni che profumano gli alberi e fiori sospesi in alto a quest’apertura che cerca di far capire l’umanità, la nostra. Molto pesante scrive questa sera e non aiuta la donna ma l’uomo pensatore che ancora scopre la parola “corpo” di Dio. Fin qui grazie, tieniti la parola e dacci l’umanità. Che cosa vuol dire umanità. L’umanità ha un solo significato dialogare con Dio, con se stessi con la famiglia e il suo popolo, la parola “a” capire, ma senza umanità la parola non forma pensieri che portano per lettura in paradiso spaventosa invenzione ben riuscita. Signore iddio riprenditi la parola e lasciaci l’umanità forse riusciremo a dialogare.                                                                                                             











     Il seme di dio è lo spirito santo, il simile è uguale all’acqua e quest’altra cosa scende per la vita. In’altre parole è nato prima lo spirito di questa cosa chiamato dall’uomo il Dio della goccia umana che a sua volta è parola che scende per la trasformazione dell’acqua eterna sulla terra. Vale a dire sentito religioso che è umanità intelligenza per capire e ricordare che Dio è il seme dello spirito santo per l’accordo di fare qualcosa in vantaggio all’uomo la donna contenta a cantare per Natale che è il re della vita nella sua particolare parola di Dio unica per parlare d’amore universale. Lo spirito santo è il seme dell’acqua non vedente al corpo di dio che è straordinaria la dimensione dell’unico campione. Capace di raggiungere lo straordinario universo nei quattro angoli sfida dell’uomo per far conoscere la passione che rappresenta Dio per conoscenza della sua parola e ringrazia l’umanità nella sua moltiplicazione per la speranza termina avviando il seme dell’amore che è soprattutto pensiero di saluto per l’incredibile credibile oscuro a tutto il fare che determina l’ego di sé. E questa non è la prima volta che un uomo scrive così a mancare quasi di rispetto al cuore motore di quest’universo e mondo nella sua moltiplicazione che non conosce ancora definitivamente l’uomo e la carina che è la vita di Natale sempre raggiunge il re anche il prossimo anno canteremo del seme carino evviva la parola che cambia la vita e viva! Adesso sta a voi scrivere la musica e parole che giungeranno per la precipitazione della parola “acqua” vita. E cade il seme che prende il mondo nella nostra felicità in confronto alla tristezza che prende bene il seme sereno. E prendiamo a leggere il credibile nell’incredibile preoccupante a Dicembre. Facoltà di non rispondere e collabora con la legge grande parola di giustizia spera! L’ha scritto e detto con gli amici che condannano qualcuno che senza intelligenza propria prepara le tenebre a chi è capace di sapere, ma non intende a riconoscere la sua parola “vicino” la verità bugiarda. E si trova in questo caso a superare il sublime con la forma scritta che è un'altra cosa, l’ipotizzabile più tosto che la prova per legge produce il generale nello specifico pensiero di contenitore reale a questa verità addirittura ombrosa in tutta l’aspetto naturale. Ecco che allora lo spirito uccide e l’anima naturale della mamma innocente per il valore d’amore che porta al figlio biologico. Che cosa cambia se più o meno circa tutt'uno, in parte, quasi solo ma è lo stesso corpo naturale spirituale a uccidere il figlio. Attenzione all’aspetto della contraddizione e alla facoltà di non rispondere che però collabora con la presenza dell’avvocato che crede nell’innocenza di questo seme così perdente da cancellare per il momento è veramente forte il desiderio di piangere il figlio partecipando liberamente ai funerali parte della sua vita.


               16.12.2014 Manfredonia esattamente alle ore 11.35.------------------------------------------------
     La foto che ha condiviso Stefano e Lucia Ciociola mi ha portato a scrivere la mia che deve sconfinare la morte per la vita e la stessa linea orizzontale per la verticale eroica noia e gioia.

    Ora non si può leggere la mia credibile per l’incredibile; perciò non sono amareggiato di questa parola e non sto lamentando della morte lettera, che ha un nome, l’uccisa dal massimo scherzo confidando in Dio. Credibile ... ma si può sentire serissimamente lo spirito della creazione come questi pensieri carichi della tua anima con la grazia e le menti intelligenti con le quali spaventano e portano angoscia alla famiglia di parte alle parole invitanti come corpo che conduce agli eroi. Loro pensavano che se abbia bisogno lo spirito deve mettersi in esclusiva con il Padre celeste. Analogamente per tornare a scrivere questa giunzione di rispetto a dire che una volta, la vita umana era coerente a se stesso almeno poi il paradiso per sedersi lì. Così, con la tesi dell’ignorante elementare che non c’è stato modo di sostenere l’esame di coscienza propria promuove e boccia l’ossimoro risparmio verso la gioia della religione. Che è buona, dottrina, anche lì, con parole simili la chiesa ha il mondo da ricordare così l’aspetto c’è. Finora, ha trascorso la sua parola d'ordine in Victoria anima di prima e questa d’adesso bella vittoria di oggi, alzando la morte alla vita eterna, con il seme del Signore non solamente grida e lacrime, per lamentarsi. E vediamo la paura della gente, intimiditi dal male, figlia dello scoraggiamento dell'anima. Così coraggiosamente ossimoro per il tempo che ha visto la spiegazione di quest'ignorante che sembra vivere sempre come il padre elementare. Tanto da scrivere lo spirito della vita, immettendo l’anima che ha paura per non avvicinarsi al corpo della persona uccisa. Basta leggere per dire abbiamo giocato male la nostra partita per amare di più il senso che è qui. E lasciamo il mondo per la parola arrivata come una palla tirata in rete togliendo l’ansia di raccontare - obiettivo vero attivo spirito di Lei Victoria mostra. La parola "eroe", deve ora dare un obiettivo di diventare il simbolo leggibile, perché non si dovrebbe mai fermare a raccontare. Per chi lotta per la dignità umana … bello esserci fino a quando i germogli riescono a leggere le note dello spirito di "uomo". Qui finalmente abbiamo scoperto il naturale e corpo spirituale secondo la mia scoperta non disturba l’anima. Nel senso che ha scoperto il salvataggio tramite lo spirito, un giorno nuovo è qui perciò non è stata vana morire per salvare una classe di bambini. Bene! E confermiamo l'impegno, anche se è difficile non vedere la sua lapide sappiamo nella consapevolezza dello spirito immagina anima. Per me Lei vive la contraddizione dell’incredibile credibile giacché la vita come la morte è legata a queste parole.  Entrambi vivono si distaccano si attaccano legano pensieri come questo che è e segue la direzione della resurrezione. Il fatto di essere stata ammazzata è una cosa l’altra ricorda che non è mai morta se l’anima ha il seme di Dio che è lo spirito santo portato dall’acqua qui sulla terra. E la regoliamo con la vita, anche se non spiego di Victoria perché nessuno, ancora diffonde come me il simile che si avvicina al padre eterno attraverso la solidarietà, unisce il suo coraggio, con il mio desiderio che è qui per fede e rispetta il combattimento che si pone nella nullità di male utilizzato e, che deve essere debellata nel terreno.





16.12.2014 ora esatta 17.40
    LA SALVEZZA DELLA SOCIETA’ INIZIA NEL TEMPIO DELLA PROPRIA CASA.
    Leggetelo senza veto; e trattatelo come chi è sceso qua giù dal nulla…in un profumo naturale.” Ha smesso di fare ricerca; e, senza difesa, s’arrestò per il nuovo giorno. Unica verità di lui e della luce. Per tutto ciò che s’annusa dell’io personale, e del pensiero che sta dentro l’anima, della quale duole farlo, senz’amore. Tanto; che l’eccedenza resta superlativo allo sdolenzire il corpo. Ha capito il vantaggio che porta la poesia su se stesso; tanto da non portar sicurezza agli altri che sembrano ritrovarsi a vivere naturalmente con la parola del vantaggio. Pane e vino in cambio dello spirito eterno; poiché è stato già scritta l’ovattata parola, della quale porta con la ricchezza sicurezza e personalità. Conferma l’io di lui per aver smesso di ferirsi; anche se dentro se stesso resta la perfezionata anima, di lei. La quale, l’epitaffista di turno costruisce per non morire; del tutto di una morte incerta, che può nell’immediatezza e potrebbe in futuro, far aumentare “l’aggressività” che spinge l’io a fermarsi per non sfidare il mondo in “Solo Voce”. Una sfida senza stanchezza; ma che riposa come un’anima smorta. Un corpo che inebria lo scrivere…il senso della vita. La quale smette di vivere la propria ricerca, sulla vita. Così lascia riposare il pesante pensiero, della condizione minima…che meno leggibile per la natura impegnata a scrivere il corpo della lettera nelle sue moltiplicazioni e addizionali sommatorie che dividono la minima parte della ricerca, già smessa, di vivere. Un intuito passaggio lascia ancora respirare il vento nel suo appellativo; perché uomo di tante sofferenze, l’anima che agisce. Nello stesso tempo fa venire il mal di testa, anche ai destati corpi, della parola onirica; che sveglia l’anima del pensiero a non arrestar la parte centrale dell’addormentato io! 
E’ stata scritta per essere conforme al bene e al male; la chiusura in apertura, nonostante il dolore rattrista, la salute che fa gioire i contenti e felici, s’arrestano ugualmente della parola che uccide il vivente corpo. Il quale ha tentato d’andare avanti con onirici passaggi della vita; che a raggiungere l’espirata empirica parola della paradisea s’è messa per star qui a scrivere dell’attento mondo che chiude quell’unico campo…per letteratura, in “Solo Voce”. La ricerca umana, inizia per me, con l’unico corpo personale; e, per l’alta carica divina qual è l’intelligenza d’Adamo, patriarca della casa, (Famiglia, di tutti i viventi).” Lui cerca l’io di se stesso, stupisce con memorie d’epiche a far ritorno di dove è venuto e, storicizza per ricordare, agli uomini che é arrivato dal nulla. I quali dovrebbero essere ansiosamente impegnati in un niente se mancano intorno alle proprie anime interessi per la buona causa. Arrivando a colpire sensibilmente la parte centrale, che stupisce il mondo dei simili “viventi”. La vita e la gente, cominciano da Dio; unico popolo capace di compiere molte cose, per la ricerca, e la pace personale. Lui vive per loro intelligentemente e con spontanea volontà, costruisce opere d’ogni filosofia scientifica per la giustizia. Fin qui, lasciamo vivere liberamente quella piccola parte di divinità ereditata dall’intelligenza umana; e non perdiamoci nel mondo di campo in “Solo Voce”. Le parole vive s’accostano al giogo e, portano il corpo del creatore ai creati d’epiche…per cultura e tradizioni. Ora se il patriarca d’Adamo sussurra da lassù, con voce divina…meglio fa l’uomo a non stancarsi di far bene, poiché Lui pone fondamenti spirituali e naturali per una grand’opera. Epiche di ciò che è grande; storia che ha proceduto da piccoli passaggi di vita. Dovute alle cose, del padre, figlio dei peripezie incrociati agli eventi naturali e spirituali. Congiuntamente non è opportuno che io cerco in tutte le cose naturali, lo spirito di forza; poiché l’energia della vita è di colui che è venuto dal nulla. Lui, non deve essere costretto a far tutto, per sopravvivere di niente; giacché sulla terra lascia il peso, per la quale il corpo del vento, spirito, dell’iddio, non carica. Vale a ricordare delle scritturali che hanno riportato a sciogliere i legami delle cose peccaminosi, in cielo, simile a servitore indolente, non saggio; e pertanto non ricevono ricompensa, perché non possono in “Solo Voce”. Il potere, infatti, è negli uomini che dispongano la vita e la piena libertà! Per quanto noi facciamo il bene, nessun peccato può colpire l’anima angelica dell’eterno spirito e, non perdiamo in alcun modo la nostra ricompensa. Così, l’intelligenza che non produce nulla, è niente…salvo che, non sia produttivo l’umano.

    In ogni caso l’anima che cerca il comando dell’amore, riceve domani quello che ha dentro il dì giacché è dello stesso trattamento misterioso. Comandamento che riportano l’amore ad osservar l’intelligenza di sé e ruspano il cuor afferrabile della persona dubbiosa. Un destino che raggiunge il momento dell’osservata ricerca lasciata con indolenza, e, tradimento. L’anima è stanca e, le parole non raggiungono il dannato dell’io abbandonato. Così scrive chiudendo di quant’immaginato dell’inconfondibile corpo indescrivibile come chi ha imparato ad essere triste nell’esperienza di campo in “Solo Voce”. Mondo che é nella natura e nella disposizione di quasi tutti gli uomini, appena essi ricevono o credono d’avere un po' di malattia tingono l’autorità, con tristezza e dipingono la via della morte che comincia ad esercitare dominio ingiusto sul proprio corpo. Nessun potere o influenza può o dovrebbe essere mantenuto prima d’andare via…e tornar nella sua virtù del nulla, se non per persuasione, per longanimità per gentilezza e mansuetudine e con amore sincero non vince niente della sostanza dell’attimo fuggente. Incredibile il pensiero dell’io che spero come l’epitaffista d’Antonio a resistere sopra l’uomo falso che é vero sia così. I quali non provvedono ai suoi, e principalmente a quelli della ricerca propria. Incredibile come sia vero, il falso rinnegato dell’ossimoro corpo in fede, Falso è il solo che resta peggiore dell’incredulo; per quanta fantasia sfiorano i colori della giovinezza. Il sapore di quello che è la morte è la vita; per quell’anima della magica parola, che desta la gente e il presente che desidera vivere per Cristo e morir per il giogo che sfiora il guadagno tra la moltitudine bandiera. Ha parlato dell’io e del Cristo, che non torna alla ricerca per convinzione di chi prega il Cristo e, profetizza di Lui scrivendo secondo le proprie profezie affinché tutte le anime possano sapere a quale fonte possono rivolgersi per la remissione dei loro peccati e, restar in compagnia.

                                                                                Torniamo a qualche giorno prima
14.12 c.a. Domenica, I pensieri tendono, ha essere remoti così il papa parla per ascoltare l’effetto che fa un santo e una simile parte che a dire dal nostro pontefice è un raggiungimento di gioia in cristo quando a sentire tocca a riscrivere il detto. Non si è mai visto un santo triste e un’aureola con la faccia funebre. Azzardo parole mie che vanno da un'altra parte direttamente a Lui. E adesso amici, portiamo lo spirito di Natale a rappresentare l’indolo dei bambini e finendo con il Padre Celeste principio d’amore che abbiamo, tutti gli umani a sentire gioia e dolore per salvare la faccia, rappresentato dal nostro rapporto con la natura che é il limite per la fiducia d’Antonio, Leonardo, Luigi e ovviamente niente di quei pensieri di sfruttamenti superati.  E cosa vogliamo fare della giornata se poi porta rabbia meglio fermarsi e vedere nella chiesa che faremo preghiera tutti per il san dio di lassù di sostanza sicuramente perché parola per Natale da mantenere. Superando a dire vita spirituale specifica per il naturale di noi stessi che è festa, allora si parte per andare in chiesa almeno in compagnia della famiglia e, mangiare ognuno un pezzo di dolce panettone con tanta e, altra roba da masticare tutto buono.
     Scrive Antonio che sarei io con questa grande talentuosa ricchezza immensa. “Liberamente” proprio come Tiziano Terzani invita a fare a ogni giornalista autore di commenti e racconti; che ti prendono leggendo o sentendo quel suo viaggio interiore alla ricerca di sé. E scavando l’angolo di avvenimenti storici rilevando l’ipocrisia dei governi … questa mia e il tuo libro ci faranno sicuramente riflettere quanto il silenzio è oro … E’ un vostro detto Cinese quanto non si ha di meglio da dire stia zitta.
    L’incredibile credibile ossimoro a dire che dopo questa breve lettura c’è Antonio che si presta della propria non sua ignoranza a migliorare rafforzando la fede e la famiglia di Dio in questo matrimonio simbolico tutto per lo spirito santo e testimonianza vera come la parola “polisemia” fede di spirito credente di morta destata a priora. Di come fede nuziale legata per tuta la vita in matrimonio finché morte non ci separa.
    Della mia che ho scritto per farti sentire nell’anima gli averi della mia nazionalità penso di comunicarti la casa editrice consigliandoti di rivedere non la mia poesia che è quella di gonfiare con le parole un’opera letteraria fatta di narrazioni come i bravi autori scrivono romanzi e racconti tra i mari e terra, il cielo resta sempre come questa breve che pubblico io direttamente per te. E gli altri con il tuo stesso desiderio a rivolgersi ai saggisti senza limiti di come la mia invitano a scrivere in Cinese. La tua in Italiano.
Bene! Detto questo, penso di finirla qua scrivendoti le cose che devi fare. Invia il testo inedito con i tuoi dati anagrafici e recapito telefonico a questo gruppo che adesso scrivo non solo per te … N.B conviene tramite e-mail, all’indirizzo: inediti@gruppoalbatros.it. Ricordatevi che la copia non sarà restituita e deve essere non scritta a mano e se proprio in stampatello, proprio come lo stato Italiano di governo attuale ministro alla pubblica istruzione, intende far scrivere ai ragazzi come unica forma e non più persone e bambini scriveranno crescendo in corsivo. Tutto deve essere consegnato ma soprattutto come dicevo sopra i dattiloscritti, non saranno restituiti. In più dovete accettare come ogni partecipante il trattamento dei dati personali ai sensi D. Lgs 196/2003.
    Un altro appunto importante è quello dell’informazione e quindi cercate tramite internet di capire se, anche il tuo libro è fra questi loro saggisti sempre inediti e che non sia solo di religione in dottrina alla chiesa. Chiudo, nella speranza che riesci con i tuoi mezzi o altri di comunicazione sociali a trovare Folco e che sia Lui disponibile ad aiutarti nella traduzione. Sicuro di aver dato il mio contributo per quello che lo spirito intelligente mi ha fornito a scrivere per tutti e non solo per te che adesso serve di più cercare con la preghiera rivolto al nostro Signor Salvatore. E che non sia stato scritto soltanto per un mondo in “Sola Voce”.
    Questo è per te, sai, perché dopo una buona occhiata alla formazione, l'unica cosa giusta che possiamo fare richiamando a parole e versi pensieri dell'ultima parte del libro, letteralmente. Lo possiamo tradurre perché è basato sulla testimonianza di un sentito approccio con la religione. E’ sì richiama l’attenzione su questo suo libro che tratta temi di religione, il che significa che può benissimo far parte della chiesa. Ora, se si fa parte di Gesù Cristo, e si vuole leggere il libro che hai da finire. C’è bisogno da come scrive la richiesta di aiuto a trovare una mente capace e soprattutto di spirito intelligente della"traduzione" dopo la tua ultima correzione. 
    A dire bene, che conosce molto meglio degli altri analfabeti come me la lingua, un’epitaffista figlio di una rinnovata Italia. Tiziano Terzani - Folk forse potrebbe essere quello che ti serve, e aggiungere una prefazione. Credo che arricchirà il tuo libro come mezzo di comunicazione tra i due Paesi, pubblicato anche i suoi scritti.
 Questo grande figlio di epitaffista abbastanza titolo per la scuola cinese - del giornalista trova più pubblicazioni, e poi, anche se non l’ho visto fare su se stesso ho letto il suo lavoro come il tuo si leggerà. Un lavoro d’invito quello che sto scrivendo per te! Che aiutano a completare la correzione e la traduzione. Non sarò io ma Lui Folco sé disponibile e sente di farlo che ha pubblicato per il buon’anima di suo padre. Può completare la traduzione e volendo aiutarti a tuo piacere, anche la correzione. E lo vedo già con te! Facendoti d’assistenza e, sarà la testimonianza della sua vita, che amava così da scrivere, anche al di fuori dei libri in gestione a suo padre volle aiutare un produttore e regista cinematografico e ci riuscì a fare un film come lui lo scrisse, anche per te si può pensare il modo di se stessi.
    E potrebbe essere così il volume - bello e interessante, per produrre un cineforum. Ora, io continuo a pensare che tu devi far ricevere una copia del tuo libro a Folco. Confermando la fortuna di questo corpo che in realtà c’è una buona strategia per realizzare tecnicamente con mente umana. Anime molto importanti, se pensiamo alla chiarezza pronta e via … e, che viaggino in tutto il mondo. Come la Chiesa di Cristo in Voi partecipa una volta deciso di coinvolgere l’anima Toscana (Firenze) senza cambiare le tue attese che si trovano all’interno delle personalizzate regole d’ogni sospensione. L’idea di quest’uomo è molto aperta, ha da scrivere alla fine solo la traduzione <Folco>. Vale a dire deve tradurre il tuo libro dall’inizio alla fine dell’ultima pagina. Fin qui, un’apertura – e lo spiraglio cominciava così! La sua impaginatura, si basava sul cuore di Gesù Cristo, il salvatore dell'amore di Dio, perché pensava bene come me adesso che esprima liberamente un aiuto da correggere poco ma tradurre tutto come: il mio pastore è il Figlio di Dio, nato nudo.
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    Questo può essere il valore della parola nel deserto - grazie agli sforzi per produrre un bello e interessante cineforum e Folco deve un altro sforzo ai lettori suoi, di suo padre e, alla spiritualità che la sua anima conosce molto bene -<la fine è il mio inizio> valore così intenso per i lettori che commentano. Lo voglio scrivere con tutte le mie forze sperando che il tuo libro interpreti i sogni del Padre di Folco e il nostro che vivrà spettando lo spirito di Tiziano Terzani. Che decidono quanto è buono chi ha dettato a voce del padre <Tiziano Terzani> interpretando In tutto il libro, la fine di un’esperienza iniziata dall’anima che arriva a ricordare il sogno e la realtà nell’effetto che c'è un ruolo! Raccolte migliaia di pensieri in mille pagine. E Folco con la sua intelligenza e spirito vivente dopo essere passato pochi anni crede sempre di più a suo Padre così questo libro l’intrinseca come un limone al massimo della spremuta e, senza perdere una goccia si rimembra così. Mille pagine di quel mattone scritto e messo nelle mani del regista e produttore del film <La fine è il mio inizio> diventano 100. E senza rimuovere con una battuta che mi farete passare il nord-est in nuovi Territori. Ora forse in questo periodo di Natale non potrai ricevere il suo aiuto avendo ancora nulla tra le mani e cuore che leggerà nel periodo del nuovo anno. Che deve arrivare e venire per leggere le note ascritte e corrette sicuramente dalla tua persona. Ora, io continuo a pensare che questo grande e umile “uomo” <Folco> accetta di tradurre il tuo libro dal cinese alla lingua Italiano. Non sa ancora niente perché nessuno l’ha interpretato sino ad’ora. Si sa che è in vita ma dove abita questo io non lo sò, ma penso che sia molto facile rintracciarlo e comunicare con lui tramite internet Google Facebook. Questo strumento usato bene porterebbe a migliorare la vita di tutti, ma non so quando tempo ci vuole ancora, perché succeda. Come non so, se si risponde, troppo caldo, né troppo freddo, in parte apparente la contraddizione. Folco è molto umoristico e la sua ironia portava brillantezza al corpo, di suo padre, quando era in vita. Da parte mia avverto che il libro avrà successo perché c’è molta richiesta di nobiltà verso tutti quelli che amano la vita e anima altrui. Tornando per un momento a Tiziano Terzani che lasciava questo mondo in piena consapevolezza di aver fatto … dando il meglio di se stesso alla famiglia, al mondo e in primo luogo a se stesso. Penso sia sempre non troppo caldo né troppo freddo il thè cotto dalla donna di nome <Angela> madre, di Folco e moglie di chi era pieno d’amore. Lui Tiziano Terzani per me è tuttora pieno di quell’anima tranquilla seduto in paradiso in assoluto, lasciava il corpo naturale a solo sessantasei anni. Il suo corpo trasformato dalla malattia faceva acqua da tutte le parti così parlava al figlio che scriveva come me oggi, il suo libro vive ed è molto sentito dai lettori. Un corpo debole ma forte negli aspetti umani spirituale della vita d’ognuno a seguire l’esempio di libertà senza corruzione alcuna il bene cosiddetto.
     Bene! Detto questo, torna al nostro <Folco>; e che i giorni di Natale ci mandano lo spirito intelligente. Per trovare la persona giusta o tramite di come abbiamo detto prima Internet come un babbo natale ci porta l’aspettato regalo chiesto al momento da me per portare a te speranza di realizzare subito la pubblicazione del libro qui in Italia con tutta la traduzione perfetta come a dire parola di Dio. In ogni caso non confondiamo il vangelo che è completamente un altro parlare ma così nobile resta per me il protagonista <Tiziano Terzani>. È una famiglia vicina al sociale e culturalmente parlando sta qua - quello che accadrà dopo non c’è dato sapere manteniamo vivo lo spirito della tua pubblicazione come questa parola a dire che la religione è una simile “mondiale”. Hanno girato il mondo madre figlia e madre coniugato con lo stesso spirito di vissuto e da continuare ancora per molto tempo in quest'universo. Perché quello che non hai capito non lo intenderai mai te lo porti dietro. Questo è il motivo per cui si dovrebbe dare un esempio reale, fare una copia del suo libro in mattoni con gocce di cioccolato. Folco. Riconoscendo in Lui la capacità semplificata dalla mia ignoranza, voglio per il padre <Tiziano Terzani> seduto a orsigna (corriere fiorentino) corriere.it/ …e…/tiziano-orsigna-223630475528.shtml o in paradiso. E così scrivendo questo di Tiziano mi devo superare con il sublime, infatti, per garantire che il corpo spirituale di Lui è, anche legato alla mente del viaggiatore, come in questo caso io vivo scrivendo, ma mi sa che si deve sempre stare alla ricerca di una buona strategia, la stessa dimensione, di Kant. Orsigna è una frazione di Pistoia (la più lontana dallo stesso capoluogo), situato nella valle attraversa dall’omonimo torrente. Ora per realizzare tecnicamente ... miglior parola è il silenzio dentro questa massima filosofia. Che s’inserisce nella "Buona fortuna." Questo libro dovrebbe essere usato come un corpo vivente, come ad esempio diamo facendo che necessariamente deve confrontarsi con i guadagni filosofici … l'animazione è la parola di Dio. Finora, se vogliamo dimostrare chiaramente che sono pronti ad andare ... l'animazione missionaria nel mondo è molto importante. Per quanto riguarda la Chiesa di Gesù Cristo ha cominciato a partecipare in Toscana (Firenze), l'anima, si deve decidere … ma prima bisogna avere la fortuna di trovare <Folco>. Poi parlare. - Una volta che Lui ha deciso di tradurre il libro non sarà mai per te rompere troppo, da diventare automaticamente un amico dell'anima, sia di noi uno spirito di fratellanza. Tuttavia, questo non è facile specialmente perché dobbiamo cambiare le nostre attese, non contare solo sulla fortuna, la preghiera deve rafforzare la croce e, quindi: è necessario dormire in ogni regola di sonno intelligente, per sognare e viaggiare nell'onirico passaggio e, quindi una contraddizione, l’eterno punto. In linea con Antonio, me medesimo, pensa di poter venire con lo stesso spirito, di questa persona. La qual è molto aperta a questa idea, scrivendo, alla fine, solo la traduzione. E cosa fare di <Folco> - aspettiamo. Dobbiamo scrivere subito dopo che avrai corretto tutto il libro a Lui e alla casa editrice “Albatros”. Poi per me, si finisce qua volendo restare semplice ignorante di come lo è Antonio che non ha frequentato il liceo. Consapevole di essere incapace d’apportare modifiche e parlo di te non di me che sa di finire qua il ruolo di mediazione e correzione da finire. Aspettiamo che correggi tutto, una volta completato l’opera – scriviamo su Facebook agli amici tutti e persone che navigano in internet. Sapessero dove si trova <Folco> non c’è bisogno neppure dei nostri stremi. Che è così evidente trovarci. Fosse così anche per <Folco>. Finora, sappiamo solo che ha una mente aperta e, che non è un difficile, da definire o scrivere per tale fine a causa del muro di Berlino, anche in questi ultimi due decenni ... le crepe iniziato a piacermi! Ognuno nella sua mente ha vita da diagnosticare per sé in primo luogo e, può anche essere basata sulla verità altrui e in assoluta, Dio - Salvatore Gesù Cristo, parla di emozioni, sentimenti, aperti all'unico cuore, dell'amore, perché ha creduto, e ora si è liberi di esprimere nella vita reale un piccolo aiuto da amici di Facebook <Antonio> ho attribuito a me stesso di diventare il coinvolgente per tono e parole a trovare l'inizio epitaffista <Folco> a finire la buona traduzione che non è tra le righe: impensabile "La fine è il mio inizio". Da finire e penso all’indovino: il mio pastore è il Figlio di Dio, nato nudo. Tutti i credenti che si trovano fuori dall’Italia in questo momento particolare di crisi mondiale provano con la parola. "A" saziare con la vicinanza parola del povero nato nudo e messo in croce a morire e a finire per essere destato a vedere ancora chi è caduto nel peccato della carne e dello spirito santo.
    Voglio finire trovando la prova che tuttora i poveri camposanti che aspettano la resurrezione dalla sua morte vagano tra le tenebre perché c’è l’instancabile corpo che continua a mozzicare l’anima umana da cane padrone <Satana>. Ed io lo scrivo perché ho testimonianza del credibile all’incredibile e viceversa scrive la verità bugiarda ossimoro a questa mia. Verità dell’incredibile viaggio subito personalmente dopo l’intervento avuto al cuore ... Buona lettura e, che In Cristo a da sentire l’esperienza, perché non è l'unico. Che a cuore aperto, è stato operato dall'amore, dei bravi dottori. Assolutamente miracoloso dicono loro dopo il mio risveglio. Loro hanno espresso parola come a dire per iscritto “miracolo”. Ecco perché crede che ora si sia liberi di esprimere nella vita reale, la testimonianza facendolo, anche con i tuoi amici di Facebook <Antonio>. Con un po’ d'aiuto oggi sono diventato il tuo tono e le parole chiave per trovare l'inizio epitaffista coinvolgente <Folco>. Lui deve volendo regalare al padre suo lo spirito intelligente e vivente in questa che sarà buona traduzione del tuo libro. Qual non pensa altro che questa cosa che è in linea al mio e al tuo – nostro pastore. "Il mio inizio della fine" è il Figlio di Dio, è nato in questo vestito mondo naturale”nudo”. Non di tutto avendo, in questo pianeta terra acqua che scende dal cielo, la vita per tutta questa bella Italia, al momento, crede, perché ha una stretta relazione per completare la mia testimonianza e la sua traduzione correzione vice versando ancora caldo freddo aggiustato come un rubinetto d'acqua in traduzione ossimoro freddo caldo un po’ così è la mia testimonianza che scrivono dal principio la fine desta a dire che è un vero miracolo della medicina mondiale. Dispiace scrivere questo ma la verità uccide come il Cristo morto in croce per noi. L’invito è dichiarare sempre la verità e quello che si pensa per non tradire se stessi in primo luogo, ci sei tu, tutti noi ne facciamo parte di questa società. Parte integra della famiglia di Dio.



Non ha bisogno di essere rallentato l’anima del parlamento, anche se vive ed è tutto così “naturale” si ferma in questo mondo di qualcuno, che scrive che cosa? Un momento per il lessico perché ci crede! Di come la sua parola ha paura dell’altra interrogazione di pensiero che vola e arriva fino a lassù in cielo e non resta niente di quest’appropriata parola a terra.  
    Ci siamo, grazie perché secondo me sto qua a dire solo che di questa mia scrittura resta, anche dopo le vostre riforme condannati a farci sempre guerra dei poveri Impapocchiati di quell’interrogativo umano che è spirito poco intelligente per loro e non per me che preferisco interrogarmi appieno … allora mi direte cosa si vuole superare. Sia superato la costituzione, non membri! I politici sono ancora tutti uguali e mi dispiace di scrivere quello che penso del pessimismo, anche se Antonio non ha mai guardato la felicità c’è che sono d'accordo del romanticismo di ieri, spiegando oggi: qui c’è la mia voce è il suo ricordo è libertà di quello che dice! Responsabile di quello che dico imparando a parlare e scrivere con la libertà che non è chiara. Cosa non è chiaro, la differenza c'è che sul più bello ci scappa di mangiare sempre bene. E’ mi scappa sempre leggendo di scrivere quando guardo un video così ben fatto per cambiare sul rigore. E mi scappa credetemi specialmente quando guardo i parlamentari. Ora vorrei scrivere che questo è il Parlamento che tutti noi meritiamo poveri intelligenti e stupidi ricco felice e infelice – dicendo il minimo di quella cosa che tuttora ruba l’intelligente corpo politico! Nessuna distinzione: Il mio stomaco è pieno e non importa svuotare il sacco per lavarsi le mani come Ponzo Pilato. Ora abbiamo anche superato il libero arbitrio del settimo comandamento di dire che siamo pari a quei truffatori che usano il saluto delle primarie. Ormai vecchia, anche quest’altra cosa sta all’intelligenza politica che si avvicina alla cucina di zia carina e nonno fa il pulcino con mamma nipotina. Un'altra invenzione di Sipontina grande inganno per i Manfredoniani amici dei Troiani uguali a Nessuno del gruppo che inganna pure la nonna “Anna”. Ora uno per tre uguali sempre la tria da ingannare noi con questa parlantina di due nipotine ma i ladri sono tre presi insieme con me. E sì elettori ingannati due volte prima e ora dobbiamo trovare loro parte della tria che alla fine hanno da dire che una volta che ritorni a rifare la prova del voto escono sempre tre la tabellina dell’uno per tre lo stesso maestro. Ora avere scoperto questo inganno che fa dei tre fantastici ladri? E dare forse l’imbroglio! Antonio ah! Lollato! Davvero tanta volgarità in questa chiacchierata riparata per il giorno che torniamo a votare la prova che impareremo con nessuno il quale sta in tre e non alla prova del nove e chiudo come nessuno.
    E senza cercare le parole giuste Ti scrivo che Hai pienamente ragione la felicità è un diritto di tutta l'umanità - basta non perdere mai la gioia di appartenere alla famiglia di Dio- l'unica cosa che ci rende veramente sereni e pienamente felici sta nelle aperte parole che toccano pensieri come questi e aggiungo amarsi come la legge di Dio sa esporsi con noi … tutti i santi giorni, avendo certezza del creatore - nostro Dio. Il fiducioso e buon Padre Celeste; e mancano solo otto giorni per festeggiare il Santo Natale. Io sono già in festa con i miei modesti pensieri. E aggiungo a questi: sapendo che nostra nuora sarà presente con il marito e il figlio <Luca> nato il giorno di ferragosto c.a. Con la presenza di mia madre e forse altri i suoi figli a cominciare da Vito> Il grande della famiglia.
Angelo Riccardi è un fortunato sindaco di Manfredonia proprio come chi l’ha preceduto prima diventando il principe degli uomini e donne di questa città. Campo Venne a scoprire questo diverso paese fantastico per noi che lo votiamo ancora tutti. Perché il resto dei partiti sembra normali e portano voti sempre di più ad Angelo Riccardi. Bello il principe che è in competizione con Gaetano Prencipe e vota da solo. Ma io voto e sto zitto ora, ma quando arrivo al comitato mi metto in libertà. E vi saluta anche la compagnia che risponde sulla parola il bello deve ancora venire altro che vincere scommesse che è ora di salutare tutti gli amici che ha tanta confusione e vota me che sto zitto e non candidato come chi risponde con il manifesto che vince la scommessa..

    L'ignoto per il corpo naturale sconosciuto con lo stesso spirito e credibile incredibile questa è la cosa che forse cercava già per me la parola che esprime la morte; così continua immensamente a legarmi pensieri da solo, in tutta la sua bellezza e la salvezza disciolta e colta di scrivere il mio saggio per te "Lettore". Quale deve essere interpretato come la gioia portata dal cuore sentito come ascoltava. E con gli stessi pensieri di un concorrente a caso, scrivono che è in piena sintonia con umorismo dell'autore. Egli scrive che è già scritto in faccia di quella gioia così sprofondamento sentito. E non ha fatto menzione di qualsiasi prestazione di strangolamento, anche se si vede le mani tremanti collo del bambino. Credo fermamente che sia il suo amore per l'armonia che portano ogni bambino anima. I corpi si muovono e fanno di tutto nell'insegna di questa bella vista di fotografia - e la pista sicura, appare così la preparazione per l'uso con la loro anima vita gioiosa con Dio. Così che sta per nascere, quest'altro nuovo è che la vecchia realtà della giornata sarà a Natale. Sarà nato per tutto il popolo di Dio su questa terra, Gesù. Che ancora una volta come un bambino può crescere, naturalmente, spirito penetra lettera aperta per l'uomo tanto da andare a morire sulla croce. Poi aggiungete la parola di Dio viene la risurrezione di chi è morto trafitto da corda e chiodi a tre giorni dalla Pasqua. E come questa parola penetra al cuore, provoca di vivere per salvare tutti noi peccatori. Questo ha permesso, come ora a tutti di avvicinarsi al partito corpo come l'anima di papà Giuseppe, anche Mario. In attesa che il vero corpo - . attribuito a voi ora! La parola “porta” saggezza di quest’ascritto pensiero: sull'amore che si sa di essere completo ed equo completamente sorpreso, e sbalordito a vivere vicino all'anima con lo spirito della legge. È la legge come un esempio per Rosalia, la famiglia. L'ignoto per l'ignoto il corpo naturale con il simile spirito e il credibile nell'incredibile questa è la cosa che forse cercavo già da me la parola che desta la morte; così continuo immensamente a legarmi da solo i pensieri, in tutta la sua salvezza e bellezza sciolta e colta da scrivere il mio saggio per te "Rosalia". Che dovrebbe essere interpretato come la gioia portata dal sentito cuore di come loro hanno ascoltato. E con gli stessi pensieri di Rosalia, scrivere che è in piena armonia di umorismo all'autore. Di cui scrive che è già scritto nel viso di quella gioia così profondamente sentito da essa. E: non ha fatto menzione di prestazioni alcuna di strangolamento, anche se si vedono le mani di lei stringere il collo del bambino. Avverto fortemente che è il suo amore, per l'armonia che portano ogni anima infantile. I corpi si muovono e fanno di tutto nell'insegna di questa bella vista della fotografia - traccia sicura e, apparisce appare così prontamente con la loro anima gioiosa di vita con Dio. Tanto che sta per nascere quest’altra nuova che è vecchia realtà del giorno che verrà a Natale. E verranno il nato per tutti gli uomini di Dio su questa terra, Gesù. Che ancora una volta come un bambino sa crescere, naturalmente lo spirito penetra in lettera aperta agli umani tanto da andare a morire sulla croce. Poi a suscitare il verbo di Dio avviene la sua resurrezione morto trafitto da corda e chiodi a tre giorni dalla Pasqua. E come questa parola penetra nei cuori fa sì di vivere per salvare tutti noi peccatori. Ciò consentiva come ora a tutti di avvicinarsi all'anima partito con papà; in attesa che il corpo reale - la parola giusta "attribuita a te ora." Porta il saggista di questa scritta all'amore che tu sai, essere piena e fiera completamente sconvolta ma con spirito vivente vicino all'anima di come la legge è legge d'esempio a Rosalia , la famiglia.

E senza cercare le parole giuste Ti scrivo che Hai pienamente ragione la felicità è un diritto di tutta l'umanità - basta non perdere mai la gioia di appartenere alla famiglia di Dio- l'unica cosa che ci rende e restituisce in modo clamoroso è Il nuovo annuncio dell’anima che è sempre la stessa ma che rivoluzionerà dopo Mosé, sotto il nome di Gesù Cristo per l’undicesimo comandamento in rispetto ai dieci comandamenti più calibrato di Benigno. La vera sorpresa che entrambi hanno fallito; oggi la parola colora la vita di un cambiamento per credere il da fare con la fede riconoscendo Dio in noi stessi. Il Padre eterno l’anima naturale avanza con lo spirito santo con la coscienza molto interessante fermarsi con gli idoli idea di andare più piano in modo che il corpo di Dio non colpisce tragicamente il passato ma entra denunciando solamente come la prima volta il cuore unico che cambiava le cose opponendo gli interessi naturali e spirituali. La coscienza sarà il nuovo linguaggio assolutamente clamoroso e storico per quando riguarda l’anima umana che è la stessa rivoluzione del piacere sia lavorando sia riposando sull’avanzo che basta guardare l’opera per accorgersi che in realtà basta questo spazio per rispettare la legge forza per andare avanti tutta la gente aldilà della fine di questa fiera.  Che in rispetto della parola di Dio è veramente un corpo dell’anima serena che annuncia dopo millenni il pieno. E pienamente parola felice, con il corpo che sta nelle aperte parole che toccano pensieri come questi e aggiungo amarsi come la legge di Dio sa esporsi con noi … tutti i santi giorni, avendo certezza del creatore - nostro Dio. Il fiducioso e buon Padre Celeste; e mancano solo otto giorni per festeggiare il Santo Natale. Io sono già in festa con i miei modesti pensieri. E aggiungo a questi: sapendo che nostra nuora sarà presente con il marito e il figlio <Luca> nato il giorno di ferragosto c.a. Con la presenza di mia madre e forse altri i suoi figli a cominciare da Vito> Il grande della famiglia.





















































6.01.2015 Monte S.Angelo